| ENNIO BERTRAND |
Ennio Bertrand vive a Torino e lavora impiegando immagini e tecnologie digitali per le sue realizzazioni. Le sue opere ripropongono microscopici avvenimenti dilatati dalla loro ricostruzione e estrazione come in un laboratorio quando un solo micro organismo, nell'oculare del microscopio, rappresenta tutta la vita possibile in quel momento sul vetrino di osservazione. Bertrand compone un micro-evento temporale all'interno di un fluire a volte indistinto di una quantità di informazioni e immagini che saturano le soglie della percezione. Solo con occhi nuovi per i nostri accadimenti quotidiani e con tempi elementari, come ridotti alla loro più piccola unità, è possibile rinfrescare i sensi, sanarli dalla sovrabbondanza che annulla per riscoprirsi attori di sè stessi. Così i Cieli, preziosi velluti trapuntati di minuscoli leds che si illuminano con ritmi minimali. Le sequenze di fotogrammi televisivi ricostruite in micro racconti di due, quattro, otto sequenze, che esplodono nello spazio con la forza di un tempo infinito nonostante provengano da pochi secondi di esistenza svanita da tempo dallo schermo. Le installazioni sonore interattive in cui ogni nostro movimento genera un suono percepibile solo quando ci muoviamo, dando prova di essere ancora presenti. O ancora la nostra immagine catturata e conservata nella memoria di un computer e proiettata per poco su un muro. È membro dell'Associazione Ars Tecnica fondata a Parigi nel 1988 e cofondatore del Comitato Arslab, arte scienza e nuovi media, dal 1996 a Torino.
Principali mostre
1993 - Licht und Tonobjete, Germania Galerie im Griesbad, Ulm.
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Paesaggio
Installazione luminosa dinamica per il "XIX Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate", Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate.
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"Se traccio una riga orizzontale e attorno ad essa sovrappongo dei segmenti perpendicolari che generano brevi percorsi luminosi colorati avrò un elementare paesaggio". Un paesaggio digitale che si specchia e riflette sè stesso in analoghi segmenti verticali al di sotto della riga, probabile orizzonte. I segmenti in questione sono appositi e originali circuiti elettronici di circa 30 cm di lunghezza su cui sono disposti, nel senso della lunghezza, 56 LED: minuscoli emettitori di luce monocromatica: rossa, gialla o verde. Il circuito contiene dei chip digitali che con ferrea logica matematica azionano elettricamente ogni singolo LED. I LED, accendendosi in ordinata sequenza, mostrano un punto di luce colorata che si sposta sul segmento e percorre la sua lunghezza con paziente continua lentezza. I movimenti dei punti di luce sui segmenti sono convergenti verso la linea tracciata, così che i percorsi superiori scenderanno mentre i punti luminosi dei segmenti al di sotto della linea saliranno verso di essa. Le combinazioni casuali di movimenti dei punti luminosi intorno alla riga-orizzonte sono sicuramente al di sopra delle nostre capacità percettive ed il loro scorrere inarrestabile è stabilito dalle leggi del caso, dai singoli ritmi esecutivi di ogni segmento con la loro micro autonomia di azione. Se ogni segmento al di sopra della linea esegue il suo percorso esattamente nel medesimo periodo del corrispondente segmento posto al di sotto della linea, avremo come risultato che otticamente i due percorsi si sono specchiati: il movimento del primo è stato simmetrico all'altro. Proviamo ad immaginare parecchi segmenti sopra e sotto la linea, il loro inesauribile andare e forse, in un istante di pura magia, lo specchio si manifesta: ogni punto di luce pare riflettersi nell’immaginario orizzonte. Anche Alice sarebbe felice. |