MARIO CANALI Mario Canali è nato nel 1952, laureato in legge, inizia la sua attività artistica come pittore. Dal 1984 si occupa di computer grafica. Nel 1985, insieme al musicista Riccardo Sinigaglia, fonda il gruppo di ricerca e arte elettronica CORRENTI MAGNETICHE che, grazie all'incontro successivo con Flavia Alman e Sabine Reiff, diventerà un vero polo di attrazione di artisti e ricercatori. Come animatore del gruppo, Mario Canali approfondisce gli aspetti del nuovo linguaggio elettronico con la produzione di testi teorici, conduzione di workshop, partecipazione a corsi, convegni, seminari, trasmissioni televisive, manifestazioni italiane ed estere. Indaga i nuovi linguaggi digitali con la produzione di immagini, opere video e installazioni interattive. È invitato insieme al gruppo alle maggiori manifestazioni nazionali ed internazionali di arte elettronica, ha esposto in gallerie e musei (Triennale di Milano, Palazzo Fortuny di Venezia, Museo d'Arte Moderna di Lione, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo) e ha ricevuto premi e riconoscimenti negli Stati Uniti (West End Contest, At&T Contest), e in Europa: Austria (Prix Ars Electronica di Linz), Germania (Europen Media Art Festival), Belgio (DigitArt), Ungheria (Premio Digitart), Svizzera (Video Art di Locarno), Francia (Imagina di Montecarlo), Italia (Premio Immagine e Film Maker a Milano, Premio Immagine Elettronica a Ferrara, Gabbiano d'Argento a Bellaria, Nastro d'Argento a Roma). Nel 1989 gli è stato assegnato il premio Immagine Elettronica (Ferrara). Dal 1990 al 1993 collabora con il CEDAR (centro video) della facoltà di architettura di Milano come docente cultore della materia per il corso "Strumenti e tecniche di comunicazione visiva". Nel 1992 inizia una ricerca nel campo della realtà virtuale e delle nuove tecnologie che rendono possibile la piena interattività con il pubblico. La stazione di realtà virtuale immersiva SATORI, realizzata insieme all'informatico Marcello Campione, rappresenta il primo esempio italiano di ricerca nel campo della realtà virtuale immersiva. Gli spazi virtuali di SATORI sono stati visitati da oltre venticinquemila visitatori in manifestazioni nazionali ed internazionali. Dal 1993 al 1994 contribuisce alla nascita del mensile VIRTUAL con articoli e immagini di copertina. Nel 1995, per la manifestazione "ARSLAB-I sensi del virtuale" (Torino), realizza insieme a Marcello Campione e all'ebanista Leonardo Aurelio l'installazione interattiva ULISSE: una scultura lignea dotata di sensori, videoproiettore e casse acustiche in cui immagini e suoni generati da un computer vengono modificati dallo stato psico-fisico della persona. Dal 1996 fa parte del comitato scientifico della rivista PLURIVERSO. Nel 1997 la ricerca si indirizza alla creazioni di scenari di luce, suono e vento direttamente collegati all'andamento delle onde cerebrali (tramite EEG) per rappresentare gli individuali stati di coscienza.

Satori
Satori - Installazione di realtà virtuale - 1993 /1994
autori: Mario Canali e Marcello Campione
collaborazione: Stefano Roveda
scheda tecnica:
- Computer Pentium 90 Mhz con monitor e tastiera
- Scheda grafica acceleratrice
- Encoder
- Scheda per suono olofonico 3/D
- Thead Mounted Display (casco)
- Sensore di tracciamento (6/D tracker) con trasmitter
- Joystick per la navigazione
- Mixer audio professionale e un microfono per la comunicazione
- Monitor di controllo
- Poltrona girevole ("Gluon" di Marc Newson)

SATORI è un mondo virtuale di tipo immersivo (casco più joy-stick) ed è costituito da oltre dieci "spazi" collegati tra loro tramite "portali". Una volta entrati ci si trova nello "spazio principale". Dallo spazio principale è possibile passare ad un secondo livello di "spazi" attraversando alcuni "portali" chiaramente segnalati. Esiste poi un terzo livello al quale si accede solo trovando i relativi "portali" che sono nascosti nelle architetture e negli oggetti. Se due stazioni sono collegate in rete, I'universo virtuale può essere visitato contemporaneamente da due persone. I due visitatori possono vedersi, incontrarsi, e comunicare tra di loro tramite voce. In SATORI non c'è nessuna meta da raggiungere, nessun nemico da distruggere, nessun punteggio da completare, nessun invasore da respingere, nessun compito da eseguire se non quello di esplorare gli spazi, di giocare con gli oggetti e i suoni, di inseguire, seguendo il filo d'Arianna della propria curiosità e delle proprie emozioni, un personale percorso di senso. Gli spazi di SATORI presentano oggetti, architetture, personaggi, eventi e "regole del gioco" in attesa di un elemento coagulante, dell'ingresso del visitatore, per dare inizio ad una storia, una vicenda, per aggregarsi in una forma, per aprirsi alla possibilità di lampi di illuminazione. SATORI, per la cultura Zen, è l'illuminazione improvvisa, è il risveglio della nostra consapevolezza, la comprensione immediata e senza mediazioni intellettuali, con l'unità di tutto il nostro essere, mente e corpo, dell'evidenza della realtà. Gli spazi virtuali di SATORI sono stati visitati da oltre venticinquemila visitatori in manifestazioni nazionali ed internazionali (Arte Virtual a Madrid, Culture Technologies Convergence al McLuhan Institute di Toronto, European Media Art Festival a Osnabruck in Germania, L'opera e i suoi racconti alla Triennale di Milano, Futuro Remoto di Napoli, Arte \/irtuale presso la sede RAI di Roma e Artec'95 a Nagoya in Giappone). SATORI ha ricevuto il premio Città di Locarno (Video Art Festival - Locarno, 1994).