GMM I Giovanotti Mondani Meccanici sono un gruppo di ricerca multimediale formatosi a Firenze nel 1984 ad opera di Antonio Glessi e Andrea Zingoni. Il gruppo è attualmente "attraversato" da artisti, grafici, videomakers, musicisti, informatici, filosofi della scienza uniti da un comune interesse per la ricerca. GMM è dunque un centro di progettazione interdisciplinare. Il suo orizzonte è la comunicazione. Comunicazione filosofica e tecnologica, visiva e sonora, poetica e artistica. Fin dagli esordi il lavoro del gruppo ha avuto una vasta eco grazie ad un uso non convenzionale delle nuove tecnologie elettroniche abbinate ad altre forme di espressione, attraversando diversi "settori" della comunicazione in maniera orizzontale: dalla video e computer art al teatro e al cinema, dalle video-computer-installazioni in musei e gallerie a concerti e performance in spazi metropolitani, dalle installazioni sonore alle produzioni discografiche, dai computer-comics alla ricerca elettronica pura, dalle trasmissioni radiofoniche e televisive per la RAI a realizzazioni per dipartimenti universitari, dalla moda e il design alle installazioni ambientali, dalla ricerca sulle realtà virtuali alle realizzazioni editoriali su CD-ROM.

Principali mostre

Nel 1984 hanno realizzato la prima computer/strip della storia del fumetto (Frigidaire, Linus) operando parallelamente nel campo della video-fiction e video-art ottenendo riconoscimenti in tutti i maggiori festivals nazionali (1° premio Cinema Giovani di Torino, Premio Speciale Festival del Fantastico e della Fantascienza di Roma, 1° Premio Film-Maker 85, Milano).

Negli anni seguenti hanno allargato il loro campo d'intervento alla musica, ai clips, alla performance teatrale, al cinema, alla videoinstallazione d'ambiente, alla didattica, ai sistemi informativi ipertestuali. Molti sono i video-ambienti e le video-computer-installazioni che i GMM hanno realizzato per gallerie italiane e straniere, musei, esposizioni e festivals di Arte degli Ambienti.

Dal settembre 1991 alla terza rassegna "Arte e computer" di Lugano presentano "Buddah vision", installazione interattiva che riprende le tematiche dell'utilizzo delle cosiddette realtà virtuali e della comunicazione elettronico-sensoriale.

In modo analogo alle esperienze di Myron Kruger, ma meno sofisticato, il sistema prevede essenzialmente l'interfacciamento di un computer ad una telecamera tramite una scheda digitalizzatrice. Ciò permette di riprendere i visitatori e di mixare le loro sagome con la grafica del programma, che risponde con suoni e piccole animazioni ai loro movimenti. Il tutto viene proiettato poi su un televisore collegato al computer tramite un genlock video.

Una nuova installazione, "Silicon sounds for dusty actors", è realizzata appositamente per la XVIII Triennale di Milano dove rimane in esposizione tre mesi, da febbraio a maggio. L'installazione è stata poi in esposizione in molte altre città italiane. Tra le principali manifestazioni segnaliamo la grande collettiva "ArtEI" alla Galleria d'Arte Moderna di Cagliari, dedicata ai video artisti italiani degli ultimi dieci anni, il "MystFest" a Cattolica e infine "Taormina Arte".

Buddha Vision

L'installazione prevede essenzialmente l'interfacciamento di un computer ad una telecamera tramite una scheda digitalizzatrice che permette di riprendere i visitatori e mixarne le sagome con la grafica del programma interattivo "Mandala", proiettando poi il tutto su un televisore collegato al computer tramite un genlock video.

Questo per ciò che riguarda l'impianto base. Stiamo comunque studiando possibili sviluppi. Se la potenza intrinseca del Mandala System è essenzialmente data dalla sua estrema semplicità d'uso per l'utente, la concezione modulare object-oriented del software permette una ampia libertà di creazione e gestione di eventi sonori e grafici all'interno del programma stesso, rendendo teoricamente possibili infinite varianti, pur nei limiti della bassa risoluzione grafica.

Aspetti ancora più interessanti potrebbero poi nascere attivando la comunicazione esterna con altri programmi e/o computers. Tramite un semplice ma potente controllo della porta seriale il programma può infatti mandare e ricevere informazioni collegato con altre macchine (videodischi, videoregistratori, proiettori dia) o con altri computer innescando una catena di eventi complessi e teoricamente senza confini spaziali.