| ALE GUZZETTI |
Ale Guzzetti è nato a Tradate nel 1953, vive e lavora a Legnano e a Saronno. Ha studiato presso il Liceo Artistico Statale di Busto Arsizio (1967/1971); pittura e scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera in Milano (1971/1975); musica elettronica presso l'Istituto di Cibernetica del Politecnico di Milano (1982/83) e presso il Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova (1991/1993). Da quindici anni è un attivo ricercatore del rapporto tra suono, forma e processi evolutivi del mondo organico e delle teorie dei sistemi; ha realizzato opere plastiche e pittoriche con l'ausilio del computer, rese interattive da strumenti digitali, spesso autocostruiti. L'incontro con E. Morin e F. Varela e la frequentazione di M. Ceruti e G. L. Bocchi hanno portato l'artista ad elaborare una pratica di lavoro legata ad una continua riflessione sull'epistemologia della "complessità" (vedi Ecosistemi dell'arte 1988) e ai processi cognitivi deIle scienze dell' "artificiale".
Principali Personali presso: Galleria Murnik, Milano - Galleria Cavellini, Brescia - Fondazione MUDIMA, Milano - Galleria La Nuova Pesa, Roma - Galerie Yaki Kornblit, Amsterdam. Tra le principali collettive: Pianofortissimo, Fondazione MUDIMA, Milano - Art Electronique, Galerie Ghislave, Parigi - Arie, Festival dei Due Mondi, Spoleto - Medialismi, Villa d'Este, Tivoli - Interactiva, Mediapark, Cologna - Cibernauti/Inframondi, Palazzo Re Enzo, Bologna - Sound, Museo d'Arte Contemporanea, Bolzano - Media Lounge, Museum of Modern Art, Helsinky - Minima Media, Kunsthalle Elsterpark, Leipzig - Oltre le arti elettroniche, Museo Luigi Pecci, Prato - Sens Emergents, Musée d'Art Contemporain, Montreal, Natura Naturans, Castello S.Giusto, Trieste - Va pensiero, Promotrice Belle Arti, Torino - Prix Ars Electronica, tra le opere segnalate premiate nella prima edizione di Interaktive Kunst del 1991, Linz. |
Narciso elettronico
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"Il nuovo sviluppo teorico e epistemologico ha come requisito indispensabile che l'osservatore osservi sè stesso osservando i sistemi e che si sforzi di conoscere la propria conoscenza". (E. Morin) Quadri di una Esposizione 1) L'opera d'arte, come i processi naturali, si evolve da forme precedenti... Le opere esposte in occasione del XIX Premio Arti Visive Città di Gallarate sono una piccola porzione di una grande installazione in progress composta da 14 acquarelli elettronici e 11 sculture sonore. Ispirata alle omonime composizioni per pianoforte di Mussorgski (trascritte poi per orchestra da Ravel) e a loro volta ispirate da una serie di quadri e disegni dell'artista/architetto Hartmann. 2) L’opera d'arte, senza rinunciare ai suoi referenti di pittura e scultura, nell' evolversi congloba in sè anche tutti i nuovi mezzi tecnologici... Gli acquarelli elettronici sono immagini sintetiche ottenute tramite programmi che permettono, dopo aver digitalizzato alcuni suoni, di convertirli nel loro equivalente colore e quindi forma pittorica. Vengono stampati su diversi strati di acetati, sfruttando sia le macchie che la velatura (tecnica tipica dell'acquarello analogico). Grosse cornici plastiche contengono poi la circuiteria che permette loro di compiere funzioni simili alle sculture sonore. Le sculture sonore sono agglomerati di oggetti plastici (o in vetro) contenenti circuiti costruiti dall'artista, che rendono interattivo il rapporto con l'opera. Questa può percepire presenze, emettere suoni e voci, replicare gli eventi sonori dell'ambiente, può trasmettere visivamente ciò che avviene intorno a sè. Le sculture sonore sono progettate, nelle loro varianti di assemblamento, attraverso programmi 3D ed un programma di schemi evolutivi possibili basato sul biomorfismo di Dawkins. 3) L'opera non è più un singolo oggetto da contemplare ma un insieme di interrelazioni tra parti, ambiente e spettatore... L'installazione ha preso il via nel '93 con un acquarello elettronico ricavato da frammenti di una Promenade di Mussorgski e si concluderà nel 1998 presso il Museo Pasinger di Monaco con alcune sculture e quadri comunicanti immagini e suoni via satellite con altre opere esposte in Italia. Gli eventi dei due luoghi, gli spettatori, i rumori delle opere sono così interconnessi e coopresenti Tutto ciò attraverso microtelecamere inserite nelle sculture capaci di raccogliere segnali audio e video e trasmetterli. Le sculture riceventi, dotate di ricevitore satellitario e monitors, sono in grado di restituire i suoni e le immagini teletrasmesse. 4) L'opera è osservata e osserva, contiene e trasmette informazioni, ne riceve e rielabora... Lo spettatore, con la prossimità, il contatto e la manipolazione di parti dei quadri e delle sculture, permette l'emissione, la registrazione e ripetizione di suoni: partecipa alle interazioni delle/tra le opere; diviene parte integrante del sistema audiovisivo. "Le interazioni sono azioni reciproche che modificano il comportamento o la natura degli elementi, corpi, oggetti, fenomeni". (E. Morin) |