MARIO SASSO Nato a Staffolo (AN) nel 1934, Mario Sasso pittore e video-artista, è un autore che ha fatto dell'esplorazione espressiva dei nuovi linguaggi tecnologici l'ambito privilegiato della sua esperienza artistica. Fin dagli anni '60 lavora come videografico per la RAI, attività nella quale riesce a infondere la ricchezza della sua ricerca plastica. Sasso, muovendo dalla sua esperienza pittorica ed esaltandola nell'attraversamento del linguaggio cinematografico e di quello televisivo, inaugura un percorso artistico ricco e vivace: le numerose sigle per la Tv - presentazioni grafico/audio visive dei programmi -; le "impaginazioni di rete" che dagli anni '80 hanno rinnovato radicalmente la grafica e il modo di presentarsi dei palinsesti RAI, grazie anche alla realizzazione delle prime sigle tridimensionali per il TG2 e TG3; i disegni creativi delle emissioni internazionali via satellite (RaiSat e RaiAmerica) degli anni '90. La sua attività è una delle manifestazioni più evidenti di come l'intelligenza artistica possa interagire con i mass-media senza tradire le aspettative del pubblico e l'intenzione creativa dell'artista. Sasso, che ha realizzato numerose installazioni e videosculture, nelle quali si intrecciano, in un'estensione originale di risorse espressive, diversi linguaggi (pittura, fotografia, video, immagini numeriche, musica, immagini cinematografiche, televisive, via satellite), ha concentrato la sua attenzione sullo spazio urbano, sul senso e sull'immagine della città, autentico leit-motiv poetico sotteso a tutta la sua esperienza artistica, sia plastica che videotelevisiva.

Partecipazioni:

Ha partecipato a numerose edizioni del Festival d'Arte Elettronica di Camerino, ad alcune edizioni del Sigraph americano, alla Biennale di Venezia Arte e Scienza, alla Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano, a Imagina di Montecarlo. Nel '90 vince il primo premio al Festival Ars Elettronica di Linz con "Foot Print", il video che ha inaugurato le trasmissioni via satellite della Rai. Nello stesso periodo realizza quadri con tecniche miste: pittura, fotografia ed elettronica, che vengono esposti a Roma, Milano e New York. Nel '94 realizza la sua mostra personale al Lingotto di Torino, Architetture elettroniche. La città, la televisione. Nel 1995 è presente a Bologna nella mostra Cybernauti 2 con l'installazione "Le città continue" - Omaggio a Dziga Vertov; a Roma con "Frammenti sull'apocalisse" per Romaeuropa Festival, a Staffolo (AN) nella sua esposizione personale con l'installazione "Visionica"; invitato al Festival d'Arte Elettronica di Locarno vince il premio della Regione Lombardia. Nel '96 mostra personale alla galleria KM di Ancona. Partecipa alla Biennale d'Arte di Skironio ad Atene; è a Lugano, al Museo Cantonale d'Arte, per la rassegna Il Tempo, la luce, la materia. A Roma alla Galleria Diagonale partecipa con un video alla mostra Gli angeli sopra Roma. In agosto è invitato alla grande mostra di Berlino Sonambiente. Partecipa con alcune installazioni al workshop Arte elettronica e linguaggi televisivi alla Rai di Viale Mazzini in Roma.

"Trittico Elettronico"

"Un modo di essere pittore oggi è quello di misurarsi anche con la tecnologia. Il segno elettronico di Mario Sasso è parte integrante dell'opera, è linguaggio costruito attentamente per stabilire un rapporto organico con l'insieme. Ne deriva un'opera complessa, difficilmente definibile, né pittura, né video, né installazione. Una forma artistica che semmai ripercorre e sperimenta, con tutta la forza che deriva dalle nuove tecnologie elettroniche, la strada già indicata e in parte tracciata dalle avanguardie artistiche degli anni venti: quella di un'opera d'arte totale, dinamica e "polifonica". Gli artisti di allora cercavano armonie di forme in movimento che l'occhio potesse percepire ed apprezzare, il loro dichiarato desiderio era quello di dilatare lo spazio, di creare dimensioni percettive diverse, emotivamente forti, e per questo hanno avuto bisogno di negare la figuratività e di proporre i nuovi concetti espressi in luce, colori, segni e musica. Ma il problema allora era fondamentalmente tecnologico: "La storia di ogni forma artistica - scrive Walter Benjamin - mostra fasi artistiche nelle quali una certa forma d'arte raggiunge gli effetti che potrebbero essere pienamente ottenuti soltanto con un mutato standard tecnico cioè con una nuova arte". Certamente Mario Sasso, artista che con grande naturalezza usa da tempo tecnologie avanzate come la computer grafica, ha colto queste possibilità e in maniera del tutto personale, con grande sensibilità, va costruendo intorno a tanta tecnologia un'attenzione diversa di segno forte."

Maria Grazia Mattei