L'Astrazione Ridefinita
Molto ho scritto, in questi ultimi anni, sull'Astrazione Ridefinita, quel fenomeno internazionale che sta lasciando un'importante traccia nel mondo artistico di questo fine secolo: ne ho indagato gli esiti per individuare i presupposti che la caratterizzano e che, di conseguenza, precisano la configurazione spirituale della nostra epoca.Come la Transavanguardia, l'Astrazione Ridefinita è un'arte che non si propone di essere innovativa, ma a differenza di quanto facevano le avanguardie, afferma invece il superamento di una tendenza da parte di un'altra: ha meditato su ciò che l'arte è stata, sui linguaggi di volta in volta adottati nel corso del secolo, sulle consapevolezze acquisite. Dunque ha tentato una ridefinizione del concetto di astrazione.
Il punto cardine su cui quest'arte si fonda è un disconoscimento del formalismo teorizzato da Greenberg. Il formalismo cosiddetto autoreferenziale, da lui delineato nel suo ultimo scritto, ha avuto un effetto decisamente negativo sull'astrazione: innanzi tutto perchè restringeva sia il con tenuto sia l'interpretazione a ciò che indicava come le qualità "intrinseche" di ciascun mezzo considerato a s&eacuta. Ne è derivata una sterilità concettuale che ha portato soltanto a un vicolo cieco. In secondo luogo perch&eacuta negava gran parte della ricca storia tematica dell'astrazione e dell'idealismo politico dei costruttivisti, i sogni utopici di Mondrian, i desideri mitopoietici di Pollock e Newman.
Separando i loro dipinti dai temi che li avevano ispirati, Greenberg ha indotto la percezione falsa, ma tuttora comune, che l'astrazione abbia a che fare solo e esclusivamente con la propria storia. Come ha sottolineato l'astratti sta americano Stephen Ellis, l'abbandono da parte degli artisti delle critiche di Greenberg ha concesso un'opportunità per il rinnovamento del la forma, creando una situazione in cui l'astrazione è stata ancora una volta aperta alla possibilità di diversi tipi di significato e di interazione con altre forme, comprese quelle della cultura di massa.
L'Astrazione Ridefinita è l'ulteriore conferma della fine di un clima che vedeva contrapposti, nel dopoguerra, non solo l'informale e il figurativo, ma anche le diverse razze, il comunismo e il capitalismo, l'Est e l'Ovest, New York e Parigi. Questo nuovo senso di conciliazione spiega la presenza di lavori sia astratti che figurativi all'interno del corpo d'opera dei singoli artisti. Gli europei Sigmar Polke e Gerhard Richter sono tra i precursori di tale tendenza, in quanto essi hanno esercitato una grande influenza su molti giovani astrattisti americani. Tra questi è particolarmente importante Ross Bleckner, che ai quadri a strisce o con i buchi ha affiancato in terni o nature morte evocanti il decesso di ma lati di AIDS.
Ci si trova dunque dinanzi a un'arte socialmente impegnata, tesa a percepire e interpretare la realtà attuale dell'individuo inserito nella complessa dimensione del microcosmo urbano. Nel lavoro di artisti quali Peter Halley e Sean Scully forme geometriche semplici fanno esplicito riferimento alle strutture della città, in cui l'uomo del nostro tempo trova una problematica collocazione.
L'Astrazione Ridefinita vuole umanizzare l'astrazione. Diversa dalla minimal art essa ha attribuito un ruolo rilevante alla referenzialità delle forme e ha aperto la pittura geometrica alle relazioni con il mondo fisico e spirituale che la circonda. Se cioè Judd e Stella pretendevano che la loro forma di astrazione non avesse nessun legame con la realtà esterna e ritenevano che un significante potesse essere autoreferente o esistere senza un referente, al contrario artisti come Peter Halley, Sean Scully, Ross, Bleckner, David Reed, Stephen Ellis, Ettore, Spalletti, Domenico Bianchi, Fiona Rae, Juan Usle rapportano sempre le differenti parti dell'opera a una problematica sociale e spirituale.
Contrariamente a quanto facevano Kandinskij e Klee, che affermavano una non obiettività delle loro composizioni, mostrando un universo autoreferenziale e non rappresentavano cioè la natura o frammenti di realtà, ma solo l'espressione della propria creatività egli artisti dell'Astrazione Ridefinita aderiscono invece alla realtà, la immettono come dato protagonista nei loro lavori, al punto da attirarsi l'appellativo di "realisti".
In questo gomito a gomito con l'esterno e l'oggi l'Astrazione Ridefinita non poteva non captare la rilevanza e il fascino delle tecnologie più avanzate, di cui ha perciò fatto proprio il linguaggio. In questo senso ha ereditato dalla pop art l'impatto che la tecnologia dell'immagine ha avuto sull'aspetto corporeo della pittura. Ciò riguarda soprattutto la decostruzione da Rauschenberg e Liechtenstein a Richter dell'idea di autenticità rappresentata dalla pennellata unica.
Lo sguardo rivolto al passato, che è carattere e innovazione, di quest'arte, non esprime una volontà di assorbire e ripetere stili e temi già consumati. E, questa, un'arte colta, che nelle sue scelte di rivisitazione intende coniugare con originalità espressioni una volta ritenute inconciliabili. È un'"astrazione concettuale".
Affermatasi principalmente come espressione del sentire artistico americano, ci sono tutta via anche in Italia artisti il cui lavoro si inscrive a pieno titolo in questa tendenza. Operano, fra gli altri, in questa direzione, Nicola De Maria, Ettore Spalletti, Domenico Bianchi, Gianni Dessì, Pietro Fortuna, Nunzio, Marco Tirelli, Luigi Carboni, Graziano Negri, Marco Colazzo, Franco Giordano, Stefano Loria, Massimo Orsi, Paola Pezzi.