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La
Quadriennale di Roma |
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La
VI Quadriennale di Roma venne realizzata nel marzo del 1950 per iniziativa
di G. Marchiori e di alcuni artisti romani tra cui Guttuso, Levi, Melli,
Bertoletti, Colacicchi, che delinearono uno schema di programma per la manifestazione. |
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L'obiettivo
fu duplice: esporre ciò che era stato prodotto in Italia negli ultimi anni
e dare un contributo per un chiarimento negli orientamenti della nuova produzione
artistica. Il confronto tra sostenitori di posizioni diverse fu molto acceso
e ciò indusse gli organizzatori ad accogliere opere di tutte le correnti,
senza però escludere la presenza di artisti in qualche modo predecessori
delle nuove forme espressive. |
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L'esposizione
assunse così un carattere retrospettivo per favorire la ricerca di quei
legami sotterranei tra modernità e tradizione, pur entro i limiti temporali
di un secolo. In quest'ottica trovarono collocazione i bozzetti di A. Canova,
un'antologia di pittori italiani del secondo Ottocento, opere di Gemito,
Michetti, Spadini, Modigliani, Martini e Fazzini; uno spazio dedicato alla
caricatura e uno a disegnatori e incisori. |
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L'ammissione
avvenne per invito o per scelta della Commissione delegata alle accettazioni;
collaborarono con le commissioni artisti affermati tra cui Carrà, Fazzini,
Mafai, Guttuso, Casorati, Messina e Maccari. Gli autori presenti all'esposizione
rappresentarono praticamente il Gota dell'arte italiana e la loro quantità
e qualità dimostrò la ricchezza della nostra arte in quegli anni difficili
e di passaggio. I premi della VI Quadriennale furono assegnati a numerosi
autori tra cui L. Bartolini, E. Greco e L. Spazzapan; inoltre M. Maccari
ricevette il Premio della Presidenza del Consiglio; P. Fazzini e F. Pirandello
il Premio del Comune di Roma e infine U. Mastroianni si vide assegnare il
riconoscimento della Provincia di Roma. |
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